La pratica della masturbazione compulsiva e la pornodipendenza

Al pari di ogni altra esperienza umana, anche la masturbazione può consolidarsi in un comportamento dipendente. Nei casi in cui si sospetta una frequenza eccessiva, o in presenza di fenomeni di masturbazione in pubblico, possono essere utilizzati i criteri diagnostici delle dipendenze suggeriti dal Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders per diagnosticare o meno l’effettiva dipendenza dalla masturbazione– masturbazione ossessiva o compulsiva.

La distinzione tra Iperattività sessuale e Dipendenza

Una persona con iperattività sessuale può ad esempio scegliersi il materiale pornografico che preferisce o i partners a pagamento che preferisce, mentre il dipendente sessuale finisce per trascorrere il suo tempo in questa ricerca al punto da non disporre più (perché non riesce più a lavorare o a dedicarsi alla vita sociale) di larghe risorse, e quindi magari si adatta alle prime cose che trova, accettandone anche rischi (igienici e infettivi, o ambientali), pur di consumare immediatamente. Si tratta di persone con difficoltà a procastinare gli esiti in quanto la loro capacità di aspettare il soddisacimento del loro bisogno è ridotta per immaturità. Pertanto un bisogno diventa una compulsione che potrà essere transitoria o diventare definitiva.Dipende da quanti anni viene praticata a quel modo.

Criteri diagnostici della pornodipendenza

I criteri diagnostici con cui medici, psicologi e psichiatri definiscono alcuni comportamenti o “pulsioni” cambiano nel tempo, con l’evolvere delle conoscenze nel campo di indagine specifico. Un esempio piuttosto famoso riguarda l’omosessualità che fino al 1974 era elencata come parafilia nel DSM. Fu poi citata solo in un’accezione “egodistonica” (ovvero non vissuta serenamente) e quindi definitivamente eliminata nel 1987.
Si tende a differenziare le cosiddette perversioni soft, che rientrano tra le pratiche sessuali alternative, da quelle hard più strettamente correlate con un quadro patologico con diagnosi di parafilia.
Per il DSM i criteri diagnostici sono simili a quelli suggeriti per altre dipendenze. La causa, secondo alcuni clinici, può essere dovuta a traumi di tipo psichico ma, più in generale, è sconosciuta come del resto lo sono molti altri comportamenti sessuali difformi dalla norma.
Secondo Robert Weiss, nella famiglia d’origine del masturbatore compulsivo si riscontra spesso una storia di vergogna, abuso e diniego. Secondo Patrick Carnes il ciclo dei comportamenti dipendenti e compulsivi in ambito sessuale inizia dai “Core Beliefs” (Convinzioni Inconsce) che il dipendente dal sesso ha di sé.

La masturbazione patologica

La masturbazione patologica è comunemente chiamata “compulsiva” e potrebbe rappresentare una variante del disturbo ossessivo-compulsivo anche se l’attività masturbatoria non è praticata contro la propria volontà del momento, ma contro le proprie intenzioni generali.
Come in tutte le compulsioni siamo davanti ad un paradosso: è la mancanza di appagamento che sostiene il comportamento compulsivo, generando un modo di fare che alla lunga diventa ingestibile. Le emozioni normalmente correlate sono la rabbia, l’insoddisfazione, il senso di inquietudine.
La pratica compulsiva si accompagna a un forte condizionamento da parte di affetti disforici (ansia, depressione e senso di vergogna), che contribuiscono ad alimentare la condotta. La masturbazione diventa in questi casi una vera e propria attività sostitutiva: per non pensare, per non sentirsi messo alla prova.

La problematicità è data proprio dall’impossibilità di raggiungere una vera gratificazione.
Il senso di onnipotenza è molto rilevante in queste situazioni. Pertanto, il contesto estremamente protetto e l’assenza del confronto con l’altro nell’isolamento della masturbazione, permettono di esercitare un intenso controllo sulla propria attività sessuale. E’ come se ci si dicesse: “Mi basto da solo; non devo dare conto a nessuno”. Questo, tuttavia, a lungo andare rischia di diventare esclusivo, e quindi di precludere tutte le altre esperienze gradevoli. Esistono ad esempio individui in grado di dedicare ore alla masturbazione senza mai raggiungere l’orgasmo, oppure di arrivare ad avere numerosi orgasmi nel giro di poche ore. Si tratta chiaramente di due casi limite che arrivano ad assumere le sembianze di un vero e proprio rituale, che permette di tenere alla larga pensieri sgraditi, di allontanare immagini disturbanti, o di difendersi da un certo senso di insoddisfazione ,che però viene paradossalmente incrementato.

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